Viaggio in Thailandia fai da te – Kanchanaburi

24 giorni da Nord a Sud.
950,00 euro a persona – tutto compreso.

Vuoi organizzare anche tu un viaggio come il mio? Prendi spunto dal mio racconto.

Cosa aspettarti da questa mia esperienza? Non posso prometterti un racconto alla “Into the wild“, né un’emozionante fuga d’amore. Posso, però, assicurarti che alla fine di questo viaggio letterario sarai pronto a partire pure tu per questa incredibile avventura.

Ogni settimana pubblicherò un articolo per suddividere il lungo viaggio in piccoli racconti.
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Ecco gli altri racconti

  1. Organizzazione del viaggio
  2. Volo di andata + Bangkok
  3. Nakhon Pathom + Kanchanaburi
  4. Ayutthaya 
  5. Sukhothai
  6. Chiang Mai
  7. Chiang Rai 
  8. Phuket + Phi Phi Island
  9. Bangkok + volo di rientro

3. Nakhon Pathom + Kanchanaburi

29 Ottobre 2017 / 4° giorno

Lasciamo presto il nostro alloggio, per raggiungere la stazione di Hua Lampong (il centro degli spostamenti di Bangkok), da dove partirà il nostro treno per Nakhon Pathom, raggiungibile con 2 ore di treno per 14 bath (circa 30 cent).

Questo sarà il nostro primo spostamento autonomo fuori dalla capitale per il nostro viaggio in Thailandia fai da te.
Vi consiglio di arrivare un po’ in anticipo in stazione, poiché le partenze sono scritte in thailandese e non è facile destreggiarsi tra tutta la gente che affolla quel piccolo luogo. Noi ci siamo trovati lì poco prima delle 8:00 (mi ricordo l’orario perché, alle 8:00 e alle 18:00, viene trasmesso l’inno nazionale e tutti i thailandesi si alzano in piedi e cantano), ed abbiamo aspettato seduti per terra, visto che i pochi posti a sedere erano tutti occupati. Non è stata una grandissima idea, visto che in poco tempo mi sono trovata una blatta passeggiare sulla mia borsa, mentre il mio ragazzo moriva dalle risate invece di aiutarmi a togliermi quell’essere immondo di dosso. Grazie, te la farò pagare – con gli interessi.

Preso il treno al volo, ci siamo accomodati su delle fantastiche panche di legno, con i finestrini aperti e dei piccoli ventilatori montati sul soffitto a spostare l’aria (inutili, ma pittoreschi). Dopo circa 2 ore e mezza arriviamo a Nakhon Pathom, una città tradizionale dell’entroterra thailandese, il quale nome significa “prima città”, a simboleggiare il suo essere il primo insediamento del paese. Dalla stazione ci dirigiamo verso il Phra Pathom Chedi, uno dei monumenti buddisti più alto al mondo. Salendo la scalinata, troviamo la zona circostante addobbata a festa, con moltissimi fedeli intenti a pregare e a fare offerte.

Phra Pathom Chedi Nakhon Pathom
Phra Pathom Chedi

Tutto intorno si sviluppa invece un mercato tradizionale coperto, dove non notiamo nemmeno un turista. Ci inoltriamo nel mercato e notiamo che i prezzi sono davvero bassi! Una bancarella attira, in particolare, la nostra attenzione: i thailandesi arrivano, indicano 3-4 piastre sul tavolo e prendono il sacchetto. Avvicinandoci scopriamo che si trattava di insetti! Esatto, sul banco erano esposti in grandi quantità scarafaggi, vermi, bruchi, cavallette, grilli e moltissime altre specie. Ovviamente decidiamo di provare, e il simpatico venditore, a ritmo di “is very good is very good” ci dà un sacchetto di bruchi e grilli. Più una cavalletta, per il cuore impavido del mio ragazzo. 20 bath (50 cent).

Mangiare insetti thailandia
Cavallette, grilli e bruchi

Oltre a questa prelibatezza, prenderemo anche un piatto di noodles, per pranzare all’ombra degli alberi davanti al Phra pathom chedi, ed un gustosissimo smoothie alla fragola per rinfrescarci.

So benissimo che avete letto il racconto solo per sapere come sono gli insetti. E ora vi accontenterò.

Fondamentalmente è solo l’idea di mangiare un insetto che vi fermerà dal farlo, poiché il sapore non è nulla di orribile. Abbiamo temporeggiato fino all’ultimo per assaggiare un succosissimo bruco, “provalo prima tu” “no tu” “no, dai… tu” per poi scoprire che sa di gamberetto… è stata una piccola delusione (ovviamente ha assaggiato prima lui). Il più buono era il bruco giallo (la crisalide del baco da seta), poichè ha più polpa. Il vermetto giallo chiaro non sa di nulla, è solo guscio. I grilli invece hanno poco sapore, ma sono un pochino fastidiosi perché le zampine sono dure. La cavalletta ovviamente non lo so e non voglio saperlo.

Dopo questo excursus da food blogger dei poveri, torniamo al racconto.

Finito il pranzo è ora di ripartire. Ci aspetta un lungo viaggio per Kanchanaburi, in uno dei treni che percorre un tratto molto famoso: la Death Railway.
Il treno parte dalla stazione verso le 15:00. Nonostante le indicazioni online, troviamo subito dei posti liberi e ci accomodiamo. Cercate di posizionarvi nel lato sinistro (dando la schiena all’ultimo vagone del treno, per capirci), poiché da qui si avrà una visuale più bella. Nel nostro vagone c’era anche una zona esclusiva per i monaci, e uno di loro ha cercato di farmelo capire più e più volte, nonostante non l’avessi mai varcata.

Ponte sul fiume Kwai - Kanchanaburi
ponte sul fiume Kwai

Il tragitto attraversa il Ponte sul fiume Kwai, che ha ispirato l’omonimo film e libro. Il ponte è stato realizzato dai prigionieri di guerra e da asiatici costretti ai lavori forzati. La Death Railway fu costruita durante la guerra per collegare la Thailandia al Myanmar, e durante la sua costruzione molti dei prigionieri sono morti per portarla a termine. Da qui il nome “ferrovia della morte”. Del ponte originale sono rimaste solo le campate esterne, poiché gran parte è stato distrutto dal fuoco alleato durante la guerra.

Superato il ponte, si susseguono paesaggi mozzafiato sul fiume, scorci di giungla e campi infiniti, fino ad arrivare ad un ponte di legno che costeggia una parete rocciosa e, dall’altro lato, il vuoto. Forse è l’immagine più famosa di questa linea ferroviaria, ma devo dire che dal vivo non è così spaventosa. Perfino il mio ragazzo, che soffre di vertigini, non ha avuto problemi ad affacciarsi.

Ponte di legno Death Railway
Ponte di legno – Death Railway

Arriveremo a destinazione (Nam Tok) verso le 19:00. Il viaggio è stato lungo, alla stazione è tutto buio e l’idea di raggiungere a piedi la nostra struttura un po’ mi spaventa. Siamo al confine con la giungla, la strada non ha illuminazione e ci sono molti cani randagi. Panico. Mi inizio a figurare i quotidiani online del giorno dopo in Italia: “giovane ragazza incosciente muore sbranata nella giungla thailandese“. Fortunatamente un tassista si offre di accompagnarci gratuitamente all’alloggio, che scopriamo trovarsi a un centinaio di metri. Un po’ come quando sei al buio, senti una mano che ti tocca e pensi già a un feroce assassino che ti vuole uccidere. E in realtà e tua madre. Uguale.

Quindi, ricapitolando, non fate il mio stesso itinerario. Con il buio si vede molto poco della ferrovia, e arrivare a Nam Tok a quell’ora è un suicidio. Fermatevi a Kanchanaburi invece di tirare dritto fino a Nam Tok, e poi il giorno dopo raggiungete questa zona (se volete visitare le cascate di Say Yok Noi o le Erawan falls).
Alloggeremo per una sola notte al Baanrai Sayoknoi Resort, una specie di campeggio in mezzo alla giungla. Vi lascio una recensione di questa sistemazione: Baanrai Sayoknoi Resort.

Per cena? Non c’è nessun ristorante nel giro di chilometri. Fortunatamente erano avanzati degli insetti dalla visita a Nakhon Pathom! YUMMMM.

Il prossimo racconto parlerà di uno dei luoghi più visitati della Thailandia, l’antica Ayutthaya! Non perdetevelo assolutamente, uscirà lunedì 5 Marzo.

8 commenti su “Viaggio in Thailandia fai da te [Kanchanaburi]”

  • Mi hai fatto morire dal ridere! Io avevo visitato la ferrovia di Kanchanaburi di giorno perché ero arrivata la sera e avevo alloggiato in un orrendo hotel-karaoke dove era impossibile dormire per via delle luci e rumori da discoteca che arrivavano nelle camere quindi non so cosa sia peggio! In ogni caso affittando un motorino avevo girato un po’ i dintorni e oltre alla ferrovia c’è un cimitero militare europeo/alleato molto commovente e un museo storico totalmente ridicolo. Preciso che sono andata a Kanchanaburi circa sei anni fa perché magari (spero) nel frattempo il museo è stato risistemato. In teoria avrebbe dovuto raccontare la storia della ferrovia della morte e della seconda guerra mondiale, ma c’erano delle imprecisioni storiche terribili tipo che Mussolini era stato ucciso dai Balilla (!!!) e poi gli allestimenti erano a dir poco pittoreschi, con statue di gesso per terra e aerei che facevano puzzette a forma di bomba dipinti sui muri che dovevano rappresentare i bombardamenti sopra la ferrovia o almeno questa è stata l’interpretazione che ne ho dato. Credo che sia il peggior museo che abbia mai visitato!!!

  • io è da un po’ che voglio vedere il nord della Thailandia perchè mi ispira molto il suo essere un po’ più autentica che non il sud, ormai usato ed abusato. Diciamo che non amo il mare e preferisco un po’ di sana avventura.
    Inoltre mi eviterò il museo citato da Paola, se ancora esiste ;-D

  • Mamma mia, non so se avrei il coraggio di mangiare gli insetti! >_< sicuramente hai iniziato bene l'avventura 😉 credo che sia molto utile raccontare anche degli imprevisti che si ha durante il viaggio, proprio perché così chi legge magari evita di fare lo stesso errore. Peccato che spesso si tenda a non nominare le disavventure..grazie per questo resoconto sincero e veramente simpatico 🙂

  • Sono appena tornata dalla Thailandia e leggendo l’articolo mi sono davvero pentita di non essere andata sul fiume Kwai.. È stupendo!… Posso consolarti invece sulle cavallette.. neanche io sono riuscita ad assaggiarle .. anzi tu 6 stata molto coraggiosa ✌

  • Ciao Liz, complimenti per il sito e per aver avuto l’idea di raccontare i tuoi viaggi e condividerli con noi! ^__^
    Sto leggendo, adesso, i tuoi racconti e….viene voglia di partire subito! Ma gli insetti non li mangerei neanche morta! Non riesco a farlo perchè ho una vera e propria repulsione per i vermi, i bruchi, e tutto ciò che è viscido, molliccio e striscia, per cui l’idea di metterli in bocca mi fa sentire male! Ahaha! XD Non ce la posso proprio fare!

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