Se siete appassionati di arte e, in particolare, di arte contemporanea, una volta in Umbria non potete perdere la famosissima Calamita Cosmica di Gino De Dominicis. Stiamo parlando di una scultura immensa, appoggiata sul pavimento di una chiesa sconsacrata, raffigurante… uno scheletro umano. Umano sì ma non completamente. Rimarrete infatti stupiti e increduli guardando il lungo naso adunco di quello scheletro.

La Calamita Cosmica di Gino De Dominicis

Dove si trova la Calamita Cosmica?

Ma andiamo con ordine, La Calamita Cosmica si trova a Foligno, in provincia di Perugia, ed è situata nella Ex Chiesa SS Trinità in Annunziata, in Via Garibaldi, 153.
Questa opera è inserita nel Sistema Museale del Ciac, il Centro di Arte Contemporanea, che ha sede in Via del Campanile, 13, sempre a Foligno, ma in una zona completamente diversa. I musei si trovano infatti in due parti opposte del centro storico Folignate.

I due musei sono visitabili con un biglietto cumulativo, dal costo di 7 euro per quello intero e di 5 euro per il ridotto. La visita, per i bambini, costa 3 euro ed è invece gratuita per le persone con disabilità e i loro accompagnatori. Il biglietto dà diritto alla visita del Ciac, con le sue mostre temporanee e la collezione permanente di opere d’arte contemporanea e della Calamita Cosmica, appunto. Trovate le informazioni e gli orari di apertura sul sito web ufficiale [Link].

La Calamita Cosmica di Foligno, cosa simboleggia?

Ma veniamo all’opera in questione e proviamo a spiegarvi a parole il suo fascino, e le sensazioni che si provano osservandola, fisicamente, da vicino.
Uno scheletro di 24 metri, per la precisione, arricchito da un naso che vuole ricordare un becco. Conosciuta anche come “Scheletrone” o “24 metri di forme d’oro”, in riferimento all’intenzione originaria dell’artista di ricoprirla interamente d’oro, si chiama Calamita Cosmica proprio per indicare il rapporto che gli esseri umani intrattengono da sempre con lo spazio e con l’infinito. Questo rapporto tra cosmo ed essere umano e la costante ricerca di un contatto con lo spazio profondo, è simboleggiata dalla lunghissima asta dorata appoggiata sulle ossa della mano destra. 

L’opera, a prima vista, appare bianca, lucida e liscia, la sua struttura assomiglia incredibilmente alla sostanza del nostro apparato scheletrico ma, in realtà, è composta interamente di polistirolo, e di alcune aste di ferro inserite nell’opera per legare le ossa e le articolazioni.

È un vero e proprio gigante che può essere osservato da vicino. Il percorso espositivo, infatti, permette di camminare sul pavimento dove il grande scheletro è appoggiato e di girare intorno all’opera. In più, attraverso un camminamento sopraelevato, è possibile osservare l’opera anche dall’alto e vederla in tutta la sua interezza.
Lì, alla Calamita Cosmica, pare proprio di fare un viaggio “dentro noi stessi”, alla ricerca di quelle risposte che gli uomini hanno cercato e cercano da sempre, fin dalla notte dei tempi.
L’opera è stata esposta per la prima volta dall’artista a Grenoble, in Francia, ed è stata poi acquistata nel 2004 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno che l’ha appunto installata nella Chiesa della SS Trinità in Annunziata.

La Calamita Cosmica di Gino De Dominicis

La Calamita Cosmica, un’opera di Gino De Dominicis

Vale la pena fare due parole anche sull’artista dello Scheletrone, Gino De Dominicis. Grande artista della provocazione, è conosciuto da sempre per la sua evanescenza. Si è sempre isolato dal mondo dell’arte e ha tentato di isolare anche le sue opere, tanto che raramente esistono fotografie dei suoi lavori e le catalogazioni delle sue opere.
Le sue opere trattano, da sempre, il tema dell’infinitezza e della mortalità/immortalità.
Diverse le sue opere che hanno fatto scalpore, a partire dallo “Zodiaco”, dove esponeva i dodici segni zodiacali con l’utilizzo di animali vivi e soprattutto, l’opera del ‘72 “Seconda soluzione d’Immortalità, (L’Universo è Immobile)”, nel quale veniva rappresentata una persona affetta da sindrome di down in adorazione ed osservazione di altre opere dell’artista. La scelta di una persona affetta da sindrome di down voleva simboleggiare lo scorrere del tempo che, per chi soffre di questa sindrome, scorre diversamente. Nel 75, inoltre, inaugurò una mostra aperta solo ad un pubblico… animale.

Potrete conoscere l’artista e le sue opere nella prima sala della mostra, adibita proprio al racconto della storia di De Dominicis e del suo percorso artistico. All’interno della Chiesa, troverete anche un bookshop e un piccolo angolo dove acquistare souvenir.

Alla Calamita Cosmica è possibile scattare fotografie uniche nel loro genere, perciò partite alla scoperta di Foligno e della sua opera più particolare.


Se vi trovate a Foligno e cercate suggerimenti su cosa fare in un giorno, non perdetevi il nostro articolo su cosa vedere a Foligno: la guida completa alle attrazioni e alle attività imperdibili.

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