E’ il momento di salpare! Godetevi il racconto e le foto di questi primi giorni di vacanza.

3. Imbarco Costa Pacifica

10 marzo

Oggi è il giorno dell’imbarco, che inizierà presso il porto di Pointe à Pitre solo nel pomeriggio. La mattina decidiamo quindi di fare colazione al buffet (di cui vi parlerò meglio nella recensione dell’hotel Salako, vi anticipo che sarà IMPROPONIBILE – e non per il cibo), e di rilassarci nella piccola spiaggia privata.

Il sole picchia forte già di prima mattina, ma fortunatamente tira un bel vento che ti fa dimenticare quanto sia potente il sole e che probabilmente ti stai bruciando. Dal lettino ti godi la vista delle palme che ondeggiano al ritmo del vento e delle piccole nuvole bianche che si spostano velocemente su un cielo incredibilmente azzurro. Mi sento veramente ai Caraibi, finalmente. Mi è quasi passata l’incazzatura del giorno prima.

costa crociere caraibi

Per pranzo ci spostiamo al piccolo ristorante dell’hotel, che ha una bella vista sulla spiaggia. Il menù è in francese, i camerieri parlano solo francese, e ordiniamo guardando quello che avevano preso gli altri. Tutto sommato riusciamo a sopravvivere dignitosamente, e dopo aver sorseggiato un succo di frutta guardando il mare (in realtà avevamo chiesto un altro tipo di bevanda), torniamo in spiaggia per gli ultimi minuti, prima di partire per il porto.

Prendiamo le nostre valigie e l’unico barlume di fortuna del viaggio vuole che un taxi abbia appena accompagnato degli ospiti nel nostro albergo. Chiediamo perciò se fosse libero, saliamo e diciamo di voler andare al porto (visti i vari problemi che ho avuto in passato in altri viaggi, dovendo indicare il porto, specifico che è quello da cui partono le barche). Nonostante il porto si trovasse molto vicino al nostro hotel, notiamo che stiamo impiegando un pochino troppo. Poco dopo leggo le indicazioni per l’aeroporto.


“FERMOOOOOOOOO”.
‘Sto cretino ci stava portando all’aeroporto, invece che al porto. E sono quasi sicura lo abbia fatto di proposito, perchè quando gli ho detto che si era sbagliato, ha subito fatto inversione (nemmeno ho dovuto rispiegare la favoletta del “porto dove partono le barche”). Anche perché “porto” in francese si scrive proprio “port”, come in inglese.

Arrivati al porto, come potrete ben immaginare, ci vengono chiesti altri 40 EURO. Ma stanca di prendermela con gli imbecilli, paghiamo. Siccome poi sembro io quella antipatica, vi lascio qua sotto le informazioni che rilascia google maps per raggiungere gli imbarchi del porto dall’hotel Salako.  Era così vicino da potersela pure fare a piedi. Che amarezza.

Entriamo nella zona degli imbarchi, iniziamo ad incontrare i primi italiani e possiamo finalmente smettere di sentir parlare solo francese (io di solito odio incontrare italiani, ma i francesi mi fanno dimenticare di questo mio antipatriottismo). Ci registrano al banco di ingresso, evitiamo come la peste la foto di benvenuto (che ti venderanno poi cara allo shop) e ci dirigiamo verso la nostra camera.

Non so se lo avesse fatto con l’intento di rabbonirci, ma il ragazzo dell’agenzia ci aveva detto che c’erano alte probabilità che ci dessero una suite al posto della nostra scelta. Tranquilli, il viaggio all’insegna del “mai na gioia” continua senza alcuna suite.
Nonostante non sia una suite, la camera è molto bella e spaziosa. Abbiamo scelto una stanza con balcone, da cui poter osservare il mare che si sposa con il cielo. Ovviamente ci troveremo quasi sempre nel lato sbagliato della nave per poter vedere il tramonto.

Un ragazzo filippino, che parlava anche italiano (essendo costa crociere una compagnia italiana, molte persone dello staff parlano la nostra lingua, nonostante al suo interno ci sia un vero e proprio melting pot di culture – principalmente asiatiche) è l’addetto alla nostra stanza e ci avvisa che a breve avremmo ricevuto informazioni per la cena.
Nella nave infatti ci sono diversi punti ristoro, alcuni anche aperti 24h (un invito a nozze per i golosi), ma le cene a la carte sono servite in due ristoranti diversi, entrambi con due turni per permettere di smaltire la gente. A noi assegneranno il ristorante New York, con il primo turno (pensavamo fosse troppo presto, ma effettivamente si è sempre rivelato perfetto).

Il ristorante della Costa Pacifica, che si trova al quarto piano, è molto bello e lussuoso, con una sala principale e una balconata con ulteriori tavoli. Ci fanno accomodare sulla balconata, insieme ad altri ospiti (come in tutte le navi da crociera, i tavoli del ristorante serale vanno condivisi). In realtà siamo i primi del nostro tavolo, e per tutta la durata della crociera non faremo mai conoscenza degli altri.
Durante la prima serata si presenterà il Maitre, un ragazzo di Catania, che non mancherà di farci i complimenti per la nostra bellezza (…), con grande gioia del mio ragazzo che mi scriverà frasi di gelosia in siciliano per tutta la serata (Palermo contro Catania potrebbe finire molto male).

E’ possibile acquistare un pacchetto di acqua (che noi non utilizzeremo tutto purtroppo), visto che le bevande non sono comprese nella pensione completa (e sono molto costose). Oltretutto, nelle varie serate, i camerieri faranno spesso confusione segnandoci più acqua di quella che avevamo effettivamente consumato. Quindi fate sempre attenzione che vi rilascino la ricevuta con scritto il giusto numero di bottiglie.
Concludendo, direi che le cene al ristorante New York siano la cosa più riuscita della vacanza.

Subito dopo la cena ci dirigiamo al teatro per goderci lo spettacolo (non c’è moltissimo da fare in una nave da crociera di sera, soprattutto se sei con tua mamma). Ospite della nostra nave da crociera Costa Pacifica è una prestigiatrice di Las Vegas davvero molto brava, che ci terrà con gli occhi incollati al palco per cercare di trovare il trucco di ogni suo numero, ovviamente fallendo. Ogni volta mi sembrava di aver capito, e invece non avevo capito proprio niente. Soprattutto il numero in cui entra nella gabbia e viene sollevata in aria; ero sicura di sapere come avrebbe fatto a liberarsi… e invece nella gabbia poi c’era un’altra persona.

Finito lo spettacolo ci dirigiamo in camera, come i vecchi che vanno a dormire presto, e ci prepariamo al giorno più lungo della vacanza. Infatti, il giorno seguente, sarà un giorno di navigazione. Ciò significa che, gli attributi che avrei se fossi un uomo, cadranno a terra rotolando da poppa a prua. Infatti credo che nel racconto vi risparmierò questa lunga agonia.

4. Giorno di navigazione

11 marzo

Eccoci qua, pronti ad affrontare questo incredibile giorno all’insegna della voglia di fare. L’unica nota positiva della giornata sarà esplorare i vari cibi dei buffet sparsi per la nave, ingozzarsi come delle oche e poi andare in palestra mortificate dai sensi di colpa. Più o meno quello che accade ogni giorno della mia vita, quindi niente di nuovo. Senza contare che il giorno dopo scenderemo nella Republica Dominicana, e quindi sarà il momento della fatidica prova costume. Diciamo che sono stata rimandata a settembre.

5. Republica Dominicana

12 marzo

Dopo un’abbondante colazione, scendiamo al porto de La Romana, sapendo già cosa volevamo fare. Il nostro programma, infatti, prevedeva totale relax nella spiaggia più bella della zona, e anche la più costosa. Volevamo andare a Playa Dominicus.

Raggiungiamo la zona dei taxi, e ne prendiamo uno collettivo (mi sembra fosse da 10 posti) in base alla destinazione scelta. Il prezzo sarà di circa 10 dollari (anche qui cercheranno di fregarvi. A noi, il driver, disse che andavano bene anche 10 euro. Eccerto… perché 10 euro sono come 10 dollari. Fate attenzione).

Il viaggio non è lungo, ma arrivati a destinazione ci accorgiamo che la spiaggia non è proprio come ce la aspettavamo. Infatti, non era Playa Dominicus, ma “una spiaggia vicina perchè la Dominicus è troppo costosa”. Egregio signor autista, ma lasci decidere a me se si tratta di una spiaggia costosa o meno, non prenda queste decisioni senza consultarmi, grazie.

republica-dominicana-beach

Ci fermiamo comunque nella spiaggia scelta autonomamente dal driver, giusto per vedere due cose al prezzo di una. Mi sdraio per prendere un po’ di sole, e subito vengo interrotta dai classici venditori ambulanti; questa volta, però, la merce è un po’ diversa. Un ragazzo gira tra la gente con due enormi Ara ararauna sulle spalle, e ti lascia scattare foto con loro in cambio di denaro. Io non ho scattato poiché non mi piace questo sfruttamento degli animali, ma devo ammettere che non pensavo di poterli vedere così da vicino!

E’ tempo di ripartire, e vado a chiamare il driver. Lo trovo a chiacchierare con i ragazzi che vendevano ombrelloni e sdraio. Chissà perché ci ha portato proprio in quella spiaggia eh. Chissà.

Raggiungiamo in poco tempo Playa Dominicus, noleggiamo un ombrellone e 3 sdraio in comune con un’altra famiglia (i figli erano due youtuber, chissà chi erano! Sono proprio fuori dal mondo per quanto riguarda questo social network. Ma ho comunque il mio canale youtube. Cliccate qui per darci un’occhiata!) e ci godiamo il panorama. Il tempo, infatti, non è dei migliori, e riesco solo a scattare questa foto.

playa dominicus

Il pomeriggio passa in fretta, ed è già ora di tornare nella Costa Pacifica. Noi abbiamo scelto di visitare alcune spiagge della Repubblica Dominicana, ma ci sono anche molte escursioni belle da fare, come quella nell’Isola Saona, un vero paradiso terrestre.

La sera scorrerà veloce, tra un’ottima cena e uno spettacolo al Teatro. E’ tempo di dormire, perché anche il giorno dopo sarà giorno di escursione.

6. Isla Catalina

13 marzo

Oggi il sole splende, e un leggero vento rende il tutto più piacevole. Questa volta non sarà possibile attraccare al porto, e quindi ci serviremo delle navette per raggiungere la spiaggia dell’isola. Tutta la zona è riservata agli sbarchi della Costa Pacifica, ma alla fine della spiaggia è presente una specie di guardia che non ti permette di passare. Probabilmente l’isola è divisa in settori dedicati a imbarcazioni diverse.

La spiaggia dell’isola è bianca, ci sono palme immense (qualcuno si arrampica fino in cima per scattare foto memorabili. Quel qualcuno non sono di certo io.), un bar e una zona pranzo. Salendo verso i bagni, si gode anche di una bellissima vista dall’alto. I lettini sono liberi, quindi chi prima arriva sceglie i migliori. Noi scegliamo due lettini vicino ad una famiglia francese, che per tutto il tempo cercherà di spostare il nostro ombrellone dalla loro parte, per poterne usare due. Mi faranno santa alla fine della vacanza. 

isla-catalina

Il pranzo è servito a buffet, e puoi anche portartelo al lettino. Con quel caldo non avevi di certo un grande appetito, ma la frutta fresca era sicuramente un valido alleato, sopratutto potendola mangiare comodamente sdraiata sul tuo lettino (senza ombrellone).

Il pomeriggio scorrerà un po’ meno liscio. Mentre mi trovavo a scattare due foto alla spiaggia, si avvicina un signore chiedendomi se fossi Lisa. Totalmente disorientata rispondo di sì, e il signore inizia a dirmi in modo eccessivamente agitato di non preoccuparmi.
Ehm… non è proprio il miglior modo per non farmi preoccupare.
Comunque, mi spiega che mia mamma si è sentita male, e che ora si trova al piccolo centro medico allestito vicino al molo.

Il troppo caldo le aveva causato un colpo di calore, quindi decidiamo di tornare in nave e riposarci al fresco della nostra camera d’albergo.
Tornando, noto che molte persone avevano deciso di rimanere nella nave e non scendere. Sinceramente, per quanto sia una semplice spiaggia senza opportunità di fare escursioni, non concepisco il rimanere in nave. E voi? Rimarreste in nave durante una crociera?

Si conclude così anche questa parte del racconto. Nel prossimo affronteremo altre tappe della crociera, tra cui quella che per me sarà assolutamente la più bella! Curiosi? Non perdetevi il prossimo capitolo!

Racconti della Crociera ai Caraibi con Costa Pacifica:
PRIMA DELL’IMBARCO
IMBARCO E REPUBLICA DOMINICANA
St. KITTS, ANTIGUA E MARTINICA
CONCLUSIONI

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