Sono innumerevoli le storie di Borghi e Castelli italiani infestati dagli spiriti. Forse non lo sapevate, ma anche Grazzano Visconti vanta una famosa presenza ultraterrena. Stiamo parlando di Aloisa e del suo spirito, che abitano ancora oggi il borgo medievale piacentino. Scopriamo insieme la leggenda di Aloisa.

La leggenda di Aloisa

Figlia del proprietario del Castello di Grazzano, Giovanni Anguissola, Aloisa era una giovane ragazza, molto timida e non di particolare bellezza. La giovane andò in sposa, attraverso un matrimonio combinato, ad un suo lontano cugino, del quale si innamorò subito e perdutamente.

Il suo sposo purtroppo non provava gli stessi sentimenti di Aloisa e la abbandonò per cercare l’amore di altre dame. Lasciata sola, Aloisa morì a causa della gelosia e del dolore per quell’amore purtroppo non corrisposto.

Oggi è conosciuta come la protettrice degli amori non corrisposti e chi vive questo tipo di dispiacere può lasciare un piccolo dono, ai piedi delle statue di Aloisa, sparse per tutto il Borgo di Grazzano Visconti. La più famosa si trova in piazza del Biscione ed è immediatamente riconoscibile anche grazie alla grande quantità di doni che si trovano nelle sue vicinanze.
Ad Aloisa però non vanno regalate né monetedenaro, perché in vita era abbiente e il denaro, di certo, non ha potuto comprare l’amore del suo amato. Meglio piccoli oggetti ma con valore simbolico e qualche piccolo dono che la possa consolare da questo grande dolore mai dimenticato.

La leggenda di Aloisa

Le sembianze di Aloisa, ritratte e scolpite nelle sue statue, non sono frutto di fantasia, bensì di una visione. Si narra infatti che Giuseppe Visconti di Modrone, proprietario del Castello di Grazzano dall’anno 1900 in poi e padre del celeberrimo regista Luchino Visconti, incontrò lo spirito di Aloisa durante una seduta medianica. In quel momento di trance, Giuseppe Visconti la descrisse con dovizia di particolari, gli stessi che ritroviamo oggi nella sua rappresentazione. Aloisa era molto piccola di statura, florida ma con un seno poco prosperoso, e si presentava sempre con le braccia conserte, proprio come la sua piccola statua. 
A Giuseppe Visconti, Aloisa raccontò la storia del suo amore e della sua morte. E fu proprio in quell’incontro che il fantasma pronunciò la famosa frase “Io sono Aloisa e porto Amore e profumo alle belle donne che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti”. 

Secondo la leggenda, Aloisa, ancora oggi, abita il Castello e l’intero borgo di Grazzano, dove si respira la sua presenza… e non solo. Sono diverse le testimonianze di giovani coppie disturbate nel sonno dal suo fantasma, che accorre nelle stanze del castello per tirare piedi e capelli ai suoi visitatori. E non soltanto le coppie, perchè Aloisa è solita disturbare con i suoi “scherzetti” anche chi giunge al borgo per raccontare la sua storia. Si racconta per esempio di un giornalista, giunto a Grazzano Visconti per intervistare i presenti proprio sulla storia di Aloisa che, una volta rientrato a casa, ritrovò sul nastro del registratore esclusivamente le risposte benevole nei confronti del suo fantasma. O di quel fotografo che riuscì a fotografarla, senza imperfezioni, esclusivamente dopo aver “parlato” con lei e averle chiesto il permesso.

La leggenda di Aloisa

Il fantasma di Aloisa è sicuramente una presenza benevola, un po’ scherzosa e dispettosa, e ci racconta una storia d’amore senza fine. Il primo amore, quello vero, non si può dimenticare, neanche nell’aldilà.

Sei rimasto affascinato dalla leggenda di Aloisa? Non perderti allora l’occasione di respirare l’atmosfera del borgo che l’ha ospitata. Dai uno sguardo all’articolo su Cosa vedere a Grazzano Visconti in un giorno.

Conoscevate già la leggenda di Aloisa? Fateci sapere cosa ne pensate!

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