Leggenda delle tre frecce di Corte Isolani

La Leggenda che vi presentiamo oggi è una delle Leggende Metropolitane più famose della città di Bologna. Riguarda Corte Isolani, il bellissimo passaggio a portici che collega due delle più importanti arterie bolognesi, Strada Maggiore e Via Santo Stefano. 

L’aspetto di questo passaggio è molto suggestivo e sembra sicuramente fuori dal tempo. La sua origine infatti è antichissima ma, grazie ad una ristrutturazione recente, Corte Isolani ospita oggi tantissime attività cittadine ed una galleria d’arte.
Anche la Leggenda che la caratterizza sembra essere antichissima. O forse no. Vediamola insieme.

Le frecce sui portici di Bologna

Percorrendo a piedi questo passaggio, vi accorgerete che tra i suoi portici ne svetta uno altissimo, composto da travi di legno originali. Si tratta del portico gotico più antico e meglio conservato della città. Sostando sotto di esso e volgendo gli occhi al suo altissimo soffitto con travi a vista, vi renderete conto che proprio in quelle travi sono incastonate 3 frecce.
E cosa ci fanno 3 frecce sul soffitto?

 Leggenda delle tre frecce di Corte Isolani
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Per rispondere a questa domanda dobbiamo tornare molto indietro nel tempo, all’epoca dei signori che governavano la città.
Pare che uno di questi, particolarmente conosciuto in città, meditasse di far uccidere la moglie. La signora, infatti, si intratteneva in relazioni extraconiugali che coprivano di ridicolo il marito. Per attuare il suo piano, assoldò tre arcieri, con il compito di chiamare la moglie dalla finestra e poi ferirla a morte con le loro frecce. Gli arcieri si presentarono a corte isolani, proprio sotto al portico di legno, e chiamarono la signora che si affacciò. La stessa, una volta compreso il motivo della presenza di quei tre uomini, e consapevole della sua grande bellezza, si denudò. I tre arcieri si distrassero a tal punto da scagliare le frecce altrove, conficcandole proprio nel soffitto, dove le vediamo oggi.

Questa è soltanto una delle tante versioni di questa storia perché, nel tempo, qui a Bologna, si è tanto fantasticato sull’origine delle tre frecce di Corte Isolani. Esiste una versione molto simile che ci racconta il tentativo di assassinio di un signore bolognese da parte di tre briganti, giunti a corte isolani proprio perché sua residenza. I tre, ormai pronti all’omicidio, furono distratti da una signora che, in corrispondenza di un’altra finestra, si stava togliendo le vesti. Ai briganti toccò la stessa sorte degli arcieri della storia precedente, e conficcarono le frecce nel soffitto, salvando il signorotto. 

L’ultima versione della medesima leggenda è sicuramente più vicina alla realtà. È la più gettonata e vuole che quelle frecce furono incollate lì durante l’ultimo restauro della corte, che ha poi permesso l’apertura di questi portici alle attività della città.
Questa azione ha a che fare con la goliardia universitaria. Come ben sappiamo, Bologna è conosciuta come la Dotta, la città acculturata, patria dell’Università più antica del mondo.  Si racconta che nel 1877, tre studenti si recarono a Corte Isolani con il preciso intento di fare uno scherzo all’artista che si stava occupando proprio della ristrutturazione della corte. Per lasciare, insomma, il segno del proprio passaggio e di quello scherzo, anche per i tempi futuri. 



Questa Leggenda è considerata da sempre uno dei 7 Segreti di Bologna.
Voi a quale versione credete? Preferite pensare che si tratti di un marito geloso o di goliardia universitaria? Diteci la vostra!

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