Gaeta è stata un piccola, entusiasmante, scoperta.
Questa città, che sorge sul mare bagnato da splendide acque (fa parte del Parco Regionale Riviera di Ulisse), è un concentrato di bellezze, tradizioni e cultura.

Primo giorno

Gaeta medievale: cosa vedere

La visita della città di Gaeta non può che iniziare nella città medievale, ricca di tappe culturali che si susseguono, che vi porteranno alla scoperta di una Gaeta meravigliosa.

Il bastione La Favorita

Non potrete non amare la splendida vista a 360° che si ha dalla cima del bastione. Da qui, potrete esplorare la zona costiera dall’alto, perdendovi nel blu del mare gaetano, e contare tutte e 100 le chiese che popolano la città di Gaeta (si dice che Gaeta sia la città delle 100 chiese, ma in realtà all’attivo sono molte meno!), fino a raggiungere con lo sguardo l’imponente Castello che domina la costa.


La cattedrale di Gaeta 

Lo avrete già notato mentre osservavate la città dal bastione: lo splendido campanile della cattedrale, che svetta con tutta la sua bellezza arabo-normanna.
E’ sicuramente la punta di diamante della città antica, e da agosto 2020 è visitabile (solo su prenotazione, nei giorni di sabato e domenica). Preparatevi a percorrere un bel po’ di gradini, ma sono sicura che la vista ripagherà ogni sforzo.

campanile gaeta

La cattedrale invece, non ha una facciata particolarmente interessante. All’interno (diviso in 3 navate, anche se originariamente erano 7) è però possibile notare delle opere uniche, come il cero pasquale (se notate, in basso, è rappresentata anche la città di Gaeta) e la splendida cripta di Sant’Erasmo di Formia e San Marciano da Siracusa, patroni di Gaeta.

La cripta è, probabilmente, una delle più belle che abbia mai visto.
Anche solo la scalinata di ingresso è stupefacente, con i suoi gradini in marmo e gli splendidi stucchi; per non parlare del monumentale cancello in bronzo. Ma quando vi si aprirà davanti la cripta, rimarrete estasiati. Un tripudio di barocco, tra marmi policromi e dipinti ad olio.


Santuario della Santissima Annunziata

Rimaniamo in tema chiese, e ci spostiamo verso il Santuario della Santissima Annunziata. Questa piccola chiesa è decorata con uno splendido pavimento (originariamente color turchese, invece che rosso), e da marmi policromi che ricordano quelli visti nella cripta della cattedrale.
Questo santuario però, nasconde un vero e proprio gioiello: la Cappella d’Oro, così chiamata per il rivestimento in foglie di oro zecchino della volta e delle cornici.


Chiesa di San Francesco d’Assisi

gaetavventura

Pur non avendo un grande pregio, è il luogo perfetto dove scattare una foto ricordo. La maestosa scalinata doppia, da cui si gode di uno splendido panorama sul golfo, non potrà che incantarvi.

Non solo Gaeta medievale

Via indipendenza

Abbandonando la Gaeta medievale, ci spostiamo nel centro delle tradizioni popolari, Via Indipendenza.
Qui, la via principale è tagliata da innumerevoli vicoli (vico) caratteristici, in cui immortalare gli scorci più belli della città.

 Sapete che ogni vicolo ha la propria edicola sacra, e che nel mese mariano (maggio) ogni sera si celebra una festa in uno dei vicoli?  

Lungo Via Indipendenza, non potete perdere il murales dedicato a Marisella, storica fruttivendola ormai diventata un’istituzione per la città di Gaeta, e la Casa del pescatore, chiaramente il nuovo instagram-spot della città.

3, 2, 1… foto!

casa del pescatore gaeta

Secondo giorno

Gaeta: sport, cultura e trekking

Se le passeggiate tra le splendide vie di Gaeta non vi hanno ancora fatto innamorare di questa piccola perla del Tirreno, ecco qualche suggerimento su cosa fare a Gaeta durante la vostra visita!

Stand up paddle

Cosa c’è di meglio che sfruttare il limpido mare di Gaeta per fare un po’ di sport?
Durante la nostra permanenza, abbiamo potuto provare uno degli sport che va più di moda quest’anno. Ha affollato infatti tutte le coste italiane, creando più traffico che in autostrada: parlo del SUP, Stand Up Paddle.

Punto di ritrovo per l’inizio dell’esperienza è stato il Grand Hotel Le Rocce. Qui ci aspettava Daniele, che ci ha spiegato la dinamica del sup e i movimenti da compiere per rimanere in equilibrio.

Teoricamente pronti, entriamo in acqua per affrontare un mare non proprio calmo. Come se ci volesse pure questo a rendere il tutto più difficile! A salire sulla tavola mi sentivo come dentro qualche film con quei surfisti super fighi. Probabilmente, agli occhi dei malcapitati, apparivo come una foca spiaggiata.

stand up paddle gaeta

La prima parte, dove si pagaiava in ginocchio, è stata molto semplice. Ma il bello era, ovviamente, alzarsi in piedi.

Cosa in cui ho miseramente fallito.

Darò sempre la colpa al mare mosso, sia chiaro. E non dirò a nessuno che sono l’unica a non esser rimasta in piedi per più di 10 secondi.

Ma finita questa splendida esperienza (perchè nonostante il fallimento, mi è piaciuto davvero moltissimo e sto monitorando le varie tavole per stand up paddle su amazon), è il momento di proseguire con il viaggio!


La Villa romana di Gneo Fonteo

Ci spostiamo in una zona molto apprezzata dai gaetani, soprattutto per la splendida spiaggia che si estende tra i resti di un’antica Villa romana. Parliamo di Gneo Fonteo e l’insenatura di Fontania.

fontania

Qui, scendendo nella piccola spiaggia, troviamo le vestigia della Villa di Gneo Fonteo, console dell’antica Roma. Ciò che rimane sono delle grotte con volte a botte, probabilmente utilizzate come rimessaggio per le piccole imbarcazioni che giungevano alla villa, e zone dedicate ad impianti termali. Sono ancora visibili frammenti di intonaco dipinto, segno che i muri erano, un tempo, riccamente decorati.

I resti che abbiamo sono costantemente monitorati per evitare il rischio di crolli. Soprattutto perché si trovano in una zona molto frequentata e a cui hanno potenzialmente accesso tutti i bagnanti.


Trekking sul Monte Orlando e la Montagna Spaccata

La visita di una Gaeta pronta a sorprenderti continua con la zona del Monte Orlando, e della famosa Montagna spaccata.

Raggiungendo infatti la zona del Parco del Monte Orlando, visitiamo il Santuario della SS. Trinità alla Montagna Spaccata, reso famoso dalle leggende che la animano. Una delle leggende più famose narra, infatti, che quando Gesù morì sulla croce, il profondo dolore spaccò in tre fenditure la montagna.

Qui si inizia l’itinerario all’interno della montagna, che vi porterà in una specie di “viaggio al centro della Terra”, fino a raggiungere la piccola Cappella del Crocifisso, realizzata sopra il masso che si staccò dalla cima e creò una delle fenditure più suggestive.

Il luogo è intriso di un’atmosfera magica e spirituale, ed è una tappa da non dimenticare durante un viaggio alla scoperta di Gaeta.

Durante il percorso è presente anche l’impronta di una mano nella roccia. Inutile dirvi che ve ne parlerò prossimamente in uno degli articoli della rubrica miti e leggende.

Dopo questa splendida visita, si prosegue con un trekking alla scoperta del Parco del Monte Orlando. Prima meta del trekking? La splendida vista sulle imponenti falesie che caratterizzano la costa di Gaeta, un panorama mozzafiato.

All’interno del Parco, i percorsi sono molteplici, e potrete godervi un bel pomeriggio tra ricca fauna, resti di antiche polveriere, mausolei, e panorami indimenticabili. Non dimenticatevi di scattare una foto con Gaeta medievale come sfondo!

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Terzo giorno

Il mare, le spiagge e la salvaguardia del territorio

Come lasciare questo splendido luogo senza abbandonarsi per un po’ al sano relax delle spiagge gaetane? Se nella mattinata abbiamo schiacciato fantastici pisolini sulla spiaggia dell’Ariana, nel pomeriggio abbiamo preferito il lido a conduzione familiare “La nave di Serapo”, che ha al suo interno anche un fantastico centro benessere (non riesco ad immaginare un’immagine di relax più perfetta di una jacuzzi vista spiaggia!).

Ma non si può parlare delle bellezze di Gaeta, senza parlare del grandissimo lavoro che viene svolto ogni giorno dalla Guardia Costiera.
Durante il blog tour #gaetavventura abbiamo potuto infatti intervistare il comandante in seconda Massimo Lombardi, che ci ha evidenziato le criticità della zona (come l’avvicinamento delle barche alla zona costiera – oltre il limite di 250 metri dalle spiagge – o la dotazione di dispositivi di sicurezza a bordo e nei lidi), le tantissime campagne di sensibilizzazione per la salvaguardia del territorio (soprattutto in questo periodo, con il corretto smaltimento dei dispositivi di protezione), e la costante attività di tutela dell’ambiente marino (da Ventotene al Parco del Circeo).

gaetavventura

E come poteva terminare questa splendida esperienza, se non con un piccolo attestato di partecipazione al Blogtour Gaetavventura?
Grazie a Annalisa, di Trevaligie Travelblog, per aver organizzato il Blog Tour di Gaetavventura, a I Tesori dell’Arte per averci guidato alla scoperta delle bellezze di Gaeta e a tutti gli operatori del turismo che hanno permesso lo svolgimento di questo splendido progetto!

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