Il Natale è il periodo più magico dell’anno ed è sicuramente la festa più amata dai bambini (e dagli adulti)! Alberi di Natale, renne, regali, dolci tipici. Anche il Natale ha le sue leggende, più o meno conosciute in tutto il mondo. Perciò vediamo insieme 5 leggende sul Natale.

La vera storia dell’albero di Natale

La vera storia dell’albero di Natale

Il vero simbolo di questa festa è l’Albero di Natale. Un abete, addobbato con palline, festoni, ghirlande, campanelli, lucine e dai colori sgargianti. Non può mancare in nessuna abitazione e con la sua presenza rende l’atmosfera natalizia davvero magica.
Sotto all’abete si appoggiano i doni per i più grandi e per i più piccoli, da scartare insieme la vigilia o la mattina di Natale. Ma l’abete ha sempre avuto questo ruolo? Qual è la vera storia dell’albero di Natale?

Per raccontarvi questa leggenda dobbiamo partire da molto lontano, da quando nel mondo c’erano le piramidi. L’utilizzo delle luci e delle forme piramidali, sta proprio ad indicare il culto della luce e del Dio Sole. L’idea di utilizzare un albero fu delle antiche popolazioni nordiche, ripresa poi dai Romani, che addobbavano le loro case con i rami di conifere.
Ma perché si scelse, universalmente, l’abete come albero di Natale?

Una leggenda molto famosa nel mondo, racconta che un bambino si diresse nel bosco, la Vigilia di Natale, alla ricerca di legna per scaldare la sua umile casa e la sua famiglia. Il bambino fu sorpreso da una tormenta di neve e perse la strada di casa. Per non affaticarsi troppo, si rifugiò ai piedi di un grande albero, che lo protesse con i suoi rami, quasi in un abbraccio. La neve aveva creato degli addobbi naturali su quell’abete, fatti di ghiaccio e molto luminosi. Così, gli abitanti di quel villaggio, giunti nel bosco per cercare il bambino smarrito, rimasero affascinati dalla bellezza di quell’albero e adottarono proprio l’abete come albero di Natale. 

Le Palline che invece usiamo ai giorni nostri per addobbare l’albero, traggono origine dalla storia di un giocoliere di Betlemme. Non avendo nulla da offrire al nuovo nato Gesù Bambino, improvvisò uno spettacolo di giocoleria con le sue palline colorate, ammaliando i presenti. Da quel momento, le palline furono utilizzate per abbellire gli alberi di Betlemme e successivamente, di tutto il mondo.

Rudolph, la nona renna di Babbo Natale

Rudolph, la nona renna di Babbo Natale

Babbo Natale ha un particolare mezzo di trasporto, una slitta trainata dalle renne con la quale, attraversando tutto il globo, consegna doni e pacchetti ai bambini di tutto il mondo. Le Renne di Babbo Natale sono notoriamente 8 e hanno nomi alquanto particolari: Vixen, Dixen, Dasher, Donner, Prancer, Comet, Cupid and Dazzle. La più conosciuta e amata da tutti i bambini è però Rudolph, ed è una vera renna “outsider”. 

A differenza delle altre renne ha una particolarità, un naso grosso e rosso. E questa sua caratteristica fisica l’ha sempre resa oggetto degli scherzi e delle beffe delle sue compagne renne. 

Isolata da tutti e mai utilizzata nei viaggi intercontinentali per la consegna dei regali, Rudolph ebbe però la sua rivincita.
La Leggenda racconta infatti che una notte di Natale, particolarmente nebbiosa e fosca, la slitta non riuscì a trovare la strada giusta per la consegna dei doni. Così Babbo Natale si ricordò di quella nona renna e del suo naso luminoso. 

La mise al posto di comando e il suo naso rosso spianò la strada, permettendo a tutti i bambini di ricevere i loro regali in tempo per Natale. Il Natale era salvo, grazie soltanto a Rudolph e al suo grosso naso rosso.

Da quel momento, la slitta di Babbo Natale è trainata da 9 renne e Rudolph è sempre lì, a capo della squadra delle renne di Babbo Natale. 

San Nicola, Santa Claus o Babbo Natale?

È vestito di rosso, ha una lunga barba bianca, guida una slitta trainata da 9 renne e il suo compito è quello di consegnare i doni ai bambini buoni di tutto il mondo. Ma chi è davvero Babbo Natale?

Il mistero che aleggia su questa figura si perde nella notte dei tempi. E, per scoprire la Leggenda di Babbo Natale, dobbiamo tornare indietro nel tempo fino al IV secolo e fino alla figura di San Nicola.

A differenza delle altre leggende, questa prende origine da un personaggio realmente esistito. Parliamo infatti di Nicola, Vescovo di Myra, città situata nell’odierna Turchia. Viene festeggiato il 6 dicembre ed è conosciuto per la sua grande generosità… e per la sua barba.
La Leggenda racconta che San Nicola si distinse, in vita, per grandi atti di misericordia e carità. Il più importante, il dono di una grande dote, consegnata in tre sacchi pieni d’oro, per tre fanciulle figlie di un uomo molto povero, che non poteva permettersi di maritarle. 

Da quel momento San Nicola è considerato anche il protettore delle vergini e della fertilità. San Nicola, in realtà, fa concorrenza a Babbo Natale. Perché porta i doni nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, giorno a lui dedicato. Questa tradizione viene rispettata ancora oggi in qualche stato dell’Europa settentrionale, dove san Nicola è conosciuto con il nome di Santa Claus.

Ma la storia di un uomo barbuto che consegna doni, di notte, mentre tutti i bambini dormono, ha conquistato nel tempo tutta l’Europa e il mondo occidentale, diventando universalmente Babbo Natale, festeggiato nel giorno più importante di dicembre, il 25. 

Il Vischio

Il Vischio le 5 leggende di natale

La Leggenda che accompagna il Vischio, invece, ricorda lontanamente il Canto di Natale di Charles Dickens. Una storia che racconta di un vecchio avaro che si redime, proprio la notte di Natale.

Si dice che in un paesino sperduto tra i monti, vivesse un vecchio mercante, avaro e solo. La sua brama di denaro, infatti, lo rendeva poco incline ai rapporti umani, perciò viveva la sua vita in solitudine, circondato soltanto dal suo denaro.

La notte di Natale vide una grande folla riunirsi ed incamminarsi: decise così di raggiungerli e, nonostante non avesse né parenti né amici, fu accolto come un fratello. La grande folla giunse proprio alla Grotta di Betlemme, per salutare il nuovo nato. Tutti portavano un dono, anche i più poveri, e il mercante si sorprese di essere a mani vuote, nonostante la sua grande ricchezza. Colpito da tanta generosità iniziò a piangere e chiese perdono. Le sue lacrime caddero su una pianta che cresceva vicino alla grotta e da quelle lacrime nacque il vischio. 

Ma questa pianta è legata anche ad un particolare portafortuna natalizio, il famoso bacio sotto al vischio. Ma perché ci sia bacia sotto al vischio? In questo caso dobbiamo scomodare una leggenda nordica. Secondo la mitologia norrena, il vischio è la pianta sacra di Freya, la dea dell’amore. Freya aveva due figli, Baldur e Loki, il famoso dio dell’inganno. Loki meditava l’uccisione del fratello, così Freya ordinò a tutte le piante e a tutti gli animali di proteggere suo figlio, dimenticandosi però del vischio. Loki con quella stessa pianta costruì una freccia, che trafisse il cuore di Baldur uccidendolo. Le lacrime di Freya, distrutta per la morte del figlio, lo riportarono in vita. Da quel momento, baciarsi sotto al vischio è un augurio di amore eterno, di un amore così forte da sconfiggere il tempo e la morte. 

La leggenda del Panettone

La leggenda del Panettone

Ma veniamo al piatto forte delle feste natalizie, il tanto amato Panettone. Questo dolce è così iconico che esistono addirittura multiple versioni e diverse leggende che raccontano la sua nascita. La più conosciuta è sicuramente quella del Pan de Toni, letteralmente, il pane di Toni.


La storia narra che il povero Toni, aiutante della cucina di Ludovico il Moro, signore di Milano, era stato incaricato di controllare la cottura del dolce di Natale. Deliziose ciambelle dolci che non furono mai servite ai commensali perché proprio Toni si addormentò, ormai esausto per il grande carico di lavoro. Il danno ormai era fatto e, per evitare una brutta figura al suo signore, Toni decise di impastare velocemente il lievito madre con la farina, il burro, le uova, con i canditi e l’uvetta che avanzava, proprio dalle ciambelle dolci. 

Nacque così un pane molto ricco e molto morbido che conquistò proprio tutti gli ospiti di Ludovico che, entusiasta, lo ribattezzò come il suo ideatore, Toni. Il Pan De Toni venne presto chiamato Panettone e diventò così il dolce più significativo del periodo natalizio. Nato da un fortunatissimo errore, il Panettone è un dolce davvero semplice ma altrettanto elaborato. Impossibile non trovarlo sulla nostra tavola, in tutte le sue golose versioni.

Ma ricordate, il vero Panettone (milanese) ha l’uvetta e i canditi, proprio come il Pan de Toni. 


E voi conoscevate queste leggende? Qual è la vostra leggenda di Natale preferita?

Le 5 Leggende sul Natale intrecciano magia e tradizione.

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