Ci troviamo in provincia di Arezzo, più precisamente nella valle del Casentino.
Poppi è uno dei borghi medievali meglio conservati del nostro paese ed è annoverato nella lista dei Borghi più belli d’Italia. La visita di Poppi è perfetta se vi trovate ad Arezzo o nei suoi dintorni!
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L’attrazione principale del Borgo è il suo Castello, che domina tutta la valle ed è il punto di riferimento di storiche battaglie tra Guelfi e Ghibellini.
Il luogo però, come ogni Castello medievale che si rispetti, è famoso soprattutto per le sue leggende che ne animano le stanze e i corridoi. Parliamo al plurale perché questa fortezza è stata l’ambientazione di diversi fatti storici… e di sangue. Perciò scopriamo insieme le leggende del Castello di Poppi!

La leggenda di Matelda e la Torre del Diavolo
Una volta giunti al cospetto di questo maestoso Castello, si nota immediatamente la presenza di una grande torre. Non a caso, questa torre è conosciuta tra gli abitanti come la Torre del Diavolo. La Torre è la prima ambientazione delle leggende del Castello ed è legata alla vicenda di Matelda, o meglio Telda, il nome con cui era conosciuta all’epoca.
Matelda era una nobildonna costretta, come tante altre prima di lei, ad un matrimonio di convenienza; finì infatti sposa al più importante signore di Poppi. Il marito era più anziano di Matelda e si allontanava spesso dal Castello per sbrigare le sue faccende commerciali e militari.
Matelda cercava allora la compagnia di baldi giovani, scelti tra gli abitanti di Poppi e nei dintorni, per consumare ardenti notti d’amore al Castello. Consapevole che per nessun motivo al mondo poteva rischiare di essere scoperta dal marito o dai suoi fedeli uomini, procedeva a giustiziare ogni amante passato dalla sua camera da letto.
Le sparizioni dei giovani uomini della città iniziarono a farsi sospette, gli abitanti quindi compresero che la causa era proprio la nobildonna e assediarono il castello in cerca di vendetta. Matelda si nascose nella Torre, proprio quella conosciuta oggi come Torre del Diavolo, e gli abitanti di Poppi la murarono lì dentro, lasciandola morire di sete e di fame.
Si racconta che visitando la Torre del Diavolo sia ancora possibile sentire i sospiri di Matelda e che la nobildonna si aggiri ancora tra le mura del Castello, in cerca di giovani amanti.

La leggenda del Menestrello del Castello di Poppi
La leggenda di Matelda non è la sola legata al Castello, anzi, in questo luogo pare sia avvenuto anche un caso misterioso di “morte apparente”. Un menestrello, in servizio presso la corte dei Guidi, signori del Castello di Poppi, fu colpito da un grande spavento e da un conseguente crepacuore alla vista di una statua “vivente”. La statua era in realtà uno dei signori del Castello, travestito con una pesante armatura.
A causa di questo spavento, il Menestrello, che si chiamava Grifo, fu creduto morto e portato nei sotterranei del Castello, dove fu riposto in una cassa. Con grande stupore di tutti gli abitanti del Castello, dopo qualche giorno, Grifo si risvegliò e uscì dalla sua bara. Da quel momento Grifo è noto come il “non morto” del Castello di Poppi.
La leggenda del cavaliere Bevisangue
Infine, il Castello è legato anche alle vicende di un certo “Bevisangue”. Nella Fortezza avvenivano diversi scontri sanguinosi, tra i cavalieri dei signori e i forestieri. Uno dei cavalieri dei Guidi, Guido, era solito intingere la sua spada nel sangue degli avversari e poi con lo stesso sangue bagnarsi le labbra. Da qui, il suo macabro soprannome “bevisangue”.
Al Castello di Poppi non mancano certo le emozioni forti e chi vuole rivivere queste famose leggende può recarsi lì e partecipare alla visita guidata del Castello, grazie alla quale è possibile visitare le ampie sale, la Torre con la sua vista mozzafiato e la sua immensa biblioteca.
Queste sono le leggende del Castello di Poppi, le conoscevate già?
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